L’eroismo sta nel fatto che nonostante sappiano che saranno sconfitti alcuni fanno comunque il loro meglio rischiando sempre e comunque tutto ciò che hanno.

Il trono di spade è una delle mie serie preferite. Forse seconda solo a Vikings. Credo sia riduttivo definirlo semplicemente un fantasy. Credo sia più reale della storia ufficiale. Ovviamente non la trama e gli avvenimenti, la superficie, ma la modalità che è poi la sostanza. Credo che la storia si sia sviluppata più secondo quelle che sono le pulsioni e la sete di potere rappresentate perfettamente nel “Trono di spade” che non spinta da grandi ideali o anche solo “grandi pianificazioni”.

Potremmo dire meno razionalità e più “pancia”. Non credo che i potenti ed i politici di allora siano poi meglio dei potenti e politici di oggi. Se pensate quelli di oggi siano mossi da grandi ideali o grandi disegni lasciamo perdere e non perdete il vostro tempo nella lettura di questo post.

Il motore della storia dell’umanità in sostanza è per lo più la sete di dominio e di controllo più alcuni istinti più animali come il sesso. Ma l’umanità credo (spero) non sia solo questo. Non si sa come o perché ma in alcuni raramente ed in altri molto più spesso trapelano momenti di “luce” in cui si è mossi da ideali più alti e coloro che agiscono in base a questi sono degli eroi in quanto sono per lo più destinati alla sconfitta. L’eroismo sta proprio nel fatto che nonostante sappiano che saranno sconfitti alcuni fanno comunque il loro meglio rischiando sempre e comunque tutto ciò che hanno. Esseri “oltre umani” come li ha definiti Nietzsche, che nonostante siano coscienti della miseria senza speranza in cui vagano gli esseri umani non si perdono d’animo e fanno il loro meglio nonostante tutto. Questi pochi rappresentano la redenzione dell’umanità. In mezzo a tutti i personaggi del Trono di Spade ve ne è uno che trovo particolarmente interessante e affascinante: Arya Stark. Tramite lei vengono rappresentate tutte le qualità che vorrei il nostro Silent Warrior Training coltivasse. Ovvero capacità di sparire, di vivere ai margini, di giocare con mille volti (e quindi saper essere “nessuno”), di saper soffrire e godere della sofferenza ma allo stesso tempo quando il momento lo richiede saper agire con forza, lucidità, velocità, determinazione e totale assenza di pietà.




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