Il gioco del momento invece è fomentare guerre ed utilizzare i disperati che queste guerre producono.

Non sono razzista. Non sono convinto vi siano esseri umani superiori ad altri per diritto di nascita o cultura o altro. Chiunque mi abbia accusato di razzismo dopo l’articolo “Falsa Solidarità” è perché il razzismo lo cova dentro di sé ed è più comodo addossarlo su altri. Detto ciò sono convinto che buona parte dei mali del mondo siano dovuti alle persone che non se ne stanno a casa propria.

Questa, mi spiace, non è opinione ma verità statistica facilmente osservabile da chiunque. Nei luoghi al mondo e nelle nostre città, dove c’è più violenza, dove la qualità di vita è più bassa e le persone si sopportano meno è dove c’è più immigrazione. Sulle soluzioni e sull'interpretazione del problema ognuno può avere la sua teoria ma che questo sia un fatto è incontrovertibile almeno oggi. Sono convinto che la tanto sbandierata solidarietà attraverso la quale adesso ci vogliono convincere ad accettare fiumi di disperati sia uno dei tanti modi di creare paura e povertà ed attraverso di esse mantenere il controllo e vendere sicurezza. L’unica solidarietà possibile è quella di aiutare le persone in difficoltà nel luogo dove vivono e sono nate. Il gioco del momento invece è fomentare guerre ed utilizzare i disperati che queste guerre producono. Capisco la disperazione, ma la soluzione non è importare tale disperazione e creare terreno fertile da noi perché questa disperazione si diffonda. Che tutto questo discorso mi avvicini a personaggi e movimenti politici inqualificabili tipo Salvini e Lega Nord, posso solo rispondere che loro esistono solo perché dall’altra parte si vuol far finta che non ci sia un problema che invece purtroppo c’è.

 




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