Quante volte eviti di prenderti le tue responsabilità raccontandoti una scusa solo perché non ti senti in grado di sostenere un contrasto?

Quanto ti senti soddisfatto e sicuro di te stesso? Riesci a camminare “a testa alta” senza paura di incrociare lo sguardo altrui? Quante volte invece eviti di prenderti le tue responsabilità raccontandoti una scusa solo perché non ti senti in grado di sostenere un contrasto? Quante volte non hai il coraggio di chiedere ciò che ritieni giusto e poi recrimini per questo?

Il camminare a testa alta è ovviamente una caratteristica fisica ma che dipende ed influenza la propria autostima e il grado di soddisfazione di sé stessi e della propria vita e del proprio agire. E’ possibile avere una vita di successo, essere conosciuti ed acclamati, persino riuscire a simulare un falso autocompiacimento ma che non regge ad una osservazione più accurata alla quale non sfugge la superficialità arrogante di una impostazione fisica forzata dalle leggi del marketing. Chi è contento di sé e della sua vita non ha alcun bisogno dell'approvazione di terzi. Chi cammina “a testa alta” con autentica soddisfazione riconosce i propri simili. Ma da cosa dipende il “camminare a testa alta” più precisamente? La questione mi pare piuttosto semplice, dipende dal senso etico e da quanto il proprio agire aderisce ad esso. Ovviamente il senso etico non ha nulla a che vedere con la morale che è appunto l’osservanza dei comportamenti superficiali culturalmente riconosciuti come validi. Osservare un’etica ed agire di conseguenza significa spesso andare contro corrente, fare scelte scomode e non mollare la propria strada, dire e fare ciò che agli altri non piace ma si sa in fondo essere la cosa giusta. Chi cammina a testa alta non è mai in vendita perché preferisce “perdere” piuttosto che venire meno ai suoi principi e chiaramente si prende la responsabilità piena delle proprie azioni, pensieri e parole senza alcuna paura del giudizio altrui. I pochi esseri umani in grado di farlo non hanno neppure paura della morte perché sanno di aver vissuto. Tutto questo è in fondo l’unico vero scopo della mia vita, camminare a testa alta, fare ciò che ritengo giusto senza soppesare le conseguenze, non aver paura né di amare né di combattere per ciò che ritengo giusto. Poi quando sarà la fine essere seppellito in jeans e anfibi con gli amici che festeggiano con birra, erba buona, whisky e ovviamente rock’n’roll music ricordando con un sorriso il tempo passato insieme. Lo so quest’ultima cosa sembrerà non centrare ad alcuni di voi amati lettori ma a me piace finire così.

 




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