Ho fatto un bagno, una passeggiata, ho mangiato e ho dormito e poi... niente; niente per il resto del tempo. Il giorno dopo mi sono svegliato in pace, con la mente quieta e piena di voglia di fare.

Qualche giorno fa, in una fase critica in cui non ero e non riuscivo ad essere emozionalmente quieto, il mio cervello ha iniziato ad arrovellarsi per capire l'origine di questo malessere, cercava di capire cosa avesse causato questa sensazione e quale sarebbe potuta essere la "pillola magica" che avrebbe ristabilito un equilibrio e acquietato la mente.

Sto per andare in Australia e non sono contento, anzi sono quasi infastidito dal pensiero di mettermi in una situazione che richiede così tanti sforzi. Ho una ragazza che non vedo l'ora di rivedere ed un sacco di amici che non vedono l'ora di rivedermi e anche questo non mi basta, loro sono magnifici ed io sono sempre vittima di questa insoddisfazione che mi rende insicuro e mi fa litigare con chi meno si merita le mie lamentele.
Io sono ancora lì, che cerco una soluzione, qualcosa da "fare" che mi permetta di porre fine a questa situazione ma niente, ogni persona con cui parlo mi infastidisce, ogni obiettivo che mi pongo mi annoia e il non avere nulla da fare peggiora la mia situazione.
In questa mia fase eremitica decido di andare al mare, da solo, senza cellulare, portafoglio o auricolari per ascoltare della musica. Costume, infradito ed asciugamano in spalla. Non parlo con nessuno, mi appoggio su uno scoglietto vicino alla spiaggia, tolgo la maglietta ed appoggio tutto sopra la roccia per entrare in acqua.
Innanzitutto come entro in acqua sento un senso di liberazione provocato dalla leggerezza del non avere nulla di cui preoccuparmi. Non avevo borse incustodite o cellulari con le gambe, c'era solo un asciugamano con una maglietta e delle infradito... se le avessero prese mi sarei solo fatto due risate pensando alla scena. Tralasciando le sensazioni benefiche di un bel bagno in mare cullato dalle onde, appena esco mi asciugo e semplicemente mi siedo comodo ad ammirare lo splendore del posto in cui mi trovo: un mare pazzesco tipico della Sardegna colorato dalle piccole barche bianche dei pescatori, diversi tipi di uccelli che ravvivano l'ambiente e poca gente in spiaggia (ormai siamo quasi ad ottobre) che si gode le ultime settimane di bel tempo in riva al mare... e sostanzialmente non faccio niente.
Ho fatto un bagno, una passeggiata, ho mangiato e ho dormito e poi... niente; niente per il resto del tempo. Il giorno dopo mi sono svegliato in pace, con la mente quieta e piena di voglia di fare. In questo caso il "Non fare" ha fatto alla mia testa molto più che il "fare" stesso.
Credo che l'idea di successo, soldi e progresso della società che ci cresce ci porti al punto di vedere il nulla, il riequilibrante "far niente" in modo negativo e questo ci spinga sempre più nello squilibrio, mentalmente (come nel mio caso) ma anche fisicamente se pensiamo ai danni al pianeta che questo progresso sta facendo.
Adesso, da pochi giorni, ogni giorno mi ritaglio un quadretto di giornata, un’ora circa, in solitudine per fare niente e mi accorgo proprio che questo non solo mi riassesta i pensieri, ma mi carica di energie, e qualsiasi cosa io faccia la faccio molto meglio, dalle cose più pratiche alle difficili interazioni con le diverse persone. È fondamentale far niente da soli perché il solo socializzare ci distrae da noi stessi e ci fa fare un sacco di pippe mentali!
Il "fare" mi appesantiva e mi rendeva insoddisfatto e l'insoddisfazione mi spingeva a "fare qualcosa" per trovare una soluzione... ma se tutto questo fare ci rende insoddisfatti e ci spinge a cercare qualcosa che ci soddisfi mi viene da farmi una domanda:
Facciamo così tanto perché abbiamo tanti bisogni o abbiamo così tanti bisogni perché facciamo troppo?




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