Non si può decidere cosa e quando impararlo, l'apprendimento è qualcosa di assolutamente complicato e personale, non posso spiegare le stesse cose, allo stesso modo, a 25 persone diverse.

Non saprei da dove iniziare.
Allora, premetto che è una critica personale alla scuola e al sistema scolastico da ex-studente a nome di tutti coloro che la vivono o l’hanno vissuta come me, coloro che l’hanno vissuta bene e hanno avuto la fortuna di essere appassionati agli obblighi che la scuola impone non sono presi in considerazione.

È sicuramente uno dei più grandi errori della società moderna.
I bambini, i ragazzi, sono l'esatta proiezione del nostro futuro, ciò che accade a loro, ciò che vedono, imparano, provano e subiscono è l'esatta proiezione di ciò che ci attende. Prima o poi saranno loro ad avere i "ruoli di comando" in questa società, saranno loro i politici, gli agricoltori, i datori di lavoro delle varie aziende e i loro operai, gli insegnanti e i maestri che trasmetteranno i valori che manderanno avanti la società.
Purtroppo ci viene ficcato nel cervello fin da piccoli l'idea che la scuola sia importante, che bisogna studiare e avere bei voti per poter lavorare a tempo indeterminato, e negli anni più importanti per l'apprendimento veniamo lanciati fra le grinfie di gente incompetente e incapace di gestire un ruolo così importante: quello di modellare e costruire la persona per far sì che questa impari a sfruttare tutto il suo potenziale.
Perché sì, è questo che dovrebbe fare un insegnante.
Invece fin da piccolo vieni rinchiuso in una classe con altri 20-25 ragazzi, vieni sottomesso agli insegnanti, che spesso hanno meno voglia di essere lì degli studenti, e vieni giudicato da loro. Giudicano gli errori, senza comprendere la loro importanza, dimenticando che in realtà nessuno sbaglia, ma ognuno di noi è nel suo processo di esperienze che gli permette di farsi la propria personalità.
Vieni omologato, vieni cancellato per rispondere ai requisiti del sistema e se sei diverso vieni scartato e discriminato, bollato come fallito della società e abbattuto dagli insegnanti stessi. Invece di premiare l'individualità la schiacciano con il loro giudizio e al tempo stesso finisci con l'alienarti dai compagni, che ti evitano perché diverso dal normale.
Ti ritrovi a seguire lezioni che nel 90% dei casi non interessano a nessuno, compreso l'insegnante. Lui insegna italiano magari, e non sa nemmeno perché lo fa, sa solo che per prendere il diploma devi avere dei bei voti e per farlo devi studiare quello che il programma dice, per esempio i promessi sposi... Chi non ha mai detto nella vita: "oh cazzo! Grazie alla mia scuola ho potuto studiare i promessi sposi, mi hanno aperto un mondo"? Scherzi a parte, sicuramente un gran capolavoro per chi ne capisce, ma è davvero fondamentale? Non c'è davvero nulla di più importante? I ragazzi puntualmente soffrono di depressione, io in primis ho avuto questo problema, vengono "bullizzati" o "bullizzano", crescono pensando che studiare faccia schifo, ripudiano la parola "imparare" e poi passano il resto della loro vita lavorando e rimpiangendo la scuola, dove passavano il tempo a fare un cazzo e dove studiare in fondo non era poi così pesante rispetto al lavoro insopportabile che si sono trovati.
Alla scuola non interessa che tu sappia interagire col mondo, non le interessa che tu sviluppi il tuo potenziale in base alle tue capacità, ci sono degli standard che devi raggiungere, non importa se tu in quel momento hai altre passioni, sono meno importanti e vieni costretto a incastrare le ore della giornata per riuscire a fare ciò che poi, in realtà, è veramente importante.
Sono certo che abbia un senso studiare qualsiasi cosa, se ci pensiamo bene troviamo anche un utilizzo ai promessi sposi, ma ci sono cose assolutamente molto più importanti, soprattutto nell'età in cui andiamo a costruire le basi caratteriali e quell'unicità che ci accompagnerà per il resto della nostra vita. Bello pavese, va bene conoscere gli integrali e calcolare seno e coseno per scoprire l'andamento di un'onda elettromagnetica, ma possibile che tutti questi "ragazzi intelligenti" siano perennemente depressi e svogliati, litigiosi, che abbiano bisogno di spaccarsi la sera per divertirsi e saper godere di quello che li circonda, che non siano capaci di lasciarsi andare e siano sempre dipendenti dal giudizio degli altri, diventando delle pedine facilmente manipolabili a suon di critiche, è accettabile che queste persone frustrate e incoscienti vadano a ricoprire i ruoli importanti che manderanno avanti il paese? Che istruiranno a loro volta coloro che succederanno ai presenti?
La scuola dovrebbe essere la forgia dei nuovi eroi che agiranno nel mondo secondo i loro princìpi per far sì che questo migliori ogni giorno...
Ma avete visto che gente? Sono loro i nuovi "eroi"? Quando parlo coi ragazzi della mia età mi sembra di discutere con dei bambini, sono fuori dal mondo e la cosa peggiore è che si sentono normali perché è tutto così, anzi, io sono quello strano, pazzo e diverso.
È chiaro che la scuola non fa il suo lavoro.
È chiaro che va eliminata.
Non si può decidere cosa e quando impararlo, l'apprendimento è qualcosa di assolutamente complicato e personale, non posso spiegare le stesse cose, allo stesso modo, a 25 persone diverse, non posso decidere che domani dalle 8 alle 10 tutti impareranno le equazioni di secondo grado, non posso lasciare il ruolo di "fabbro" a gente svogliata, incapace di trasmettere la passione agli studenti ma anzi, talmente pesante da farla passare anche a chi ne ha.
La scuola è la morte dell'individualità.
Il suo obiettivo è la mediocrità, come lo è quello della democrazia. I professori sono tutt'altro che figure ispiranti e modelli da seguire e non si studia per l'interesse della materia, per la sua utilità ma solo per l'esame, per il voto.
Chiudete questo macello cerebrale, lasciate esprimere i ragazzi e lasciateli sbagliare, non è tutto perfetto e l'errore fa parte della vita. Toglieteli da scuola e metteteli in difficoltà, lasciate che imparino ad avere fiducia in sé stessi, lasciate che si facciano del male per comprendere l'importanza del sudarsi il risultato, perché è proprio la difficoltà che dà valore all'azione.
Potrei ancora andare avanti ma direi che non c'è bisogno di aggiungere altro.
La scuola è un fallimento, uno dei più pericolosi, e va cancellata con tutto il suo metodo di insegnamento vecchio e obsoleto di cent’anni fa.
Ho espresso tutto ciò che molti ragazzi vorrebbero dire ai propri insegnanti e ai propri genitori, ciò che spesso non sanno esprimere o peggio non si accorgono di dover esprimere, che non possono dire per paura di essere giudicati, non capiti e schiacciati dall’ignoranza di chi non sa ascoltare, dai parenti e dagli insegnanti che fanno terrorismo psicologico.
Ho espresso un punto di vista che nessuno prende mai in considerazione: quello dello studente. Siete liberi di aprirvi a questo nuovo punto di vista per avere una visione più completa, o di giudicare, chiudervi nelle vostre certezze e continuare dritti sulla vostra strada senza preoccuparvi se i vostri studenti, figli o nipoti abbiano qualcosa da dirvi, abbiano altri interessi o se il vostro atteggiamento unilaterale, che imponete col desiderio di aiutare, non stia facendo invece l’esatto opposto, mettendo in difficoltà chi è semplicemente diverso da voi.

 




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