Competitività vs Essere nel Presente

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La nostra vita è talmente competitiva che ormai pochi si chiedono il perché debba essere così e soprattutto se potrebbe essere diversamente.

La competitività è alla base non solo delle diverse discipline sportive (comprese quelle che si dichiarano non competitive come lo Yoga) ma anche del lavoro e quindi dell’istruzione fino ad infilarsi in modo subdolo ed inconscio in ormai tutte le diverse espressioni della nostra società.

La nostra vita è talmente competitiva che ormai pochi si chiedono il perché debba essere così e soprattutto se potrebbe essere diversamente. Alcuni grossolani ignoranti credono sia addirittura uno stimolo ed una qualità di supporto alla vita dell’individuo. Purtroppo non è così. La competitività è tra i freni più grandi allo sviluppo umano, basata su quella grossolanità e deficienza mentale per cui vale la pena fare qualcosa solo per raggiungere un risultato prima e meglio degli altri. Hari-Om è una voce fuori dal coro, una scheggia impazzita contro la competitività e a favore del far bene le cose per il semplice motivo che farle al meglio è un bene ed un piacere in sé e non per un ottenimento o un risultato da raggiungere in un futuro.

Non serve essere competitivi per fare del proprio meglio, anzi, l’assenza del virus competitivo elimina lo stress legato alla vittoria/sconfitta, elimina domande stupide come “sono adatto o meno” “ce la farò o no” ecc. perché tolta l’idea di vittoria e sconfitta rimane solo il piacere del partecipare, del condividere e dell’azione. Il non essere competitivi toglie spazio al compromesso, al vivere lontano dal piacere, sacrificato sull’altare del raggiungimento del risultato. L’unica vera vittoria è il fare ciò che da piacere e soprattutto farlo al meglio totalmente connessi al momento presente. Vi prego di soffermarvi un istante a considerare che nel presente non si vince e non si perde ma semplicemente si “è”. Qualcuno tra i più ciechi penserà che il mondo è così e bisogna adeguarsi. Non è vero, la competitività è una scelta personale che avvelena la vita.

Lo scegliere in modo conscio di farne a meno non solo migliora la propria vita ma paradossalmente toglie la zavorra che spesso tiene a terra e non permette di spiccare il volo.   

Marco Mandrino