Precipitevolissimevolmente

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Alla fine è un po' come bersi una birra e lasciarla scivolare giù come un fiume in piena, essere travolti dal sapore e dal profumo e se finisce se ne prende un'altra.

Capita di ascoltare gran pipponi su quanto è bello andare lentamente. Tipo mangiare ruminando per 3 ore lo stesso boccone, camminare consapevolmente per godere del piacere dei sensi, parlare lentamente usando cascate di parole inutili per dettagliare dei concetti banali, andare lentamente in macchina per non rischiare “questo” e quell’altro, oppure prendersela con calma nelle relazioni per evitare di “sbattere la testa”. Tutte queste storie sono basate sull’incapacità di godere delle stesse cose ad un'altra velocità e sulla paura. Io sono un devoto della velocità. Andare in macchina/moto il più velocemente possibile, non perché devo arrivare presto (frenesia) semplicemente perché mi piace essere investito dai colori del mondo che scorre veloce fino a diventare tante piccole particelle colorate che scivolano via. Adoro mangiare velocemente, riempirmi la bocca e godere dell’intensità del sapore. Persino il sesso che dura secoli mi fa semplicemente pensare: “miii che palle!” Alla fine è un po' come bersi una birra e lasciarla scivolare giù come un fiume in piena, essere travolti dal sapore e dal profumo e se finisce se ne prende un'altra. È vero che si dice che “chi va piano va sano e va lontano” ma a me viene da eccepire che si rischia di non arrivare mai ed in ogni caso “l’andar piano” significa rinunciare all’ebrezza che solo la velocità ti può dare. E se poi non si arriva mai chi se ne frega. Vivere lentamente è un po' come un surfista sfigato che ama le onde piccole: lo guardi tentennante sulla sua tavola e ti fa un po' di tenerezza.

Marco Mandrino