Proud to be... a Silent Warrior

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Ho sentito tanto parlar male della mia scuola ultimamente, come se questa nuova “strada” avesse fatto perdere di vista il “giusto” cammino. Inserire le arti marziali sembra abbia fatto sì che tanti si allontanassero e che questi, addirittura, si premurassero di avvisare (parlo per esperienza personale) chi fosse intenzionato a frequentarla delle oscenità a cui si è sottoposti.

Il silent NON è una passeggiata. Ogni giorno ti aspettano 8 ore di pratica. Ti aspettano 4 ore di YOGA e 4 ore di muay thai/BJJ…

Combatti, verso gli ultimi giorni, “davvero”, con i tuoi compagni o PEGGIO, con il Mandrino che non te ne abbuona mezza.

Ti accorgi di avere forza e costanza. Scopri che qui, in cascina, non conosci nè trovi risposte, ma impari ad ascoltare e sentire.

Cavolo ti ascolti per davvero. Questo mi è successo quest’anno. Mi sono ascoltata. Mi sono sentita. Mi sono trovata.

Ho ascoltato la forza del corpo nella sensazione di sfogo più totale durante i pow (si scrive così??) con Riccardo, Marco e Manu. Ho sentito profondamente le persone con cui ho condiviso questa esperienza, le quali rimarranno per sempre nel mio cuore. Ho accettato i “limiti” e lasciato scorrere lacrime di frustrazione e stanchezza. Mi sono trovata più cosciente che mai sul mio tappetino, più presente, più ricettiva di me stessa e di quanto avessi intorno. Ho riso, riso di gran gusto seduta per terra, davanti ad un bicchiere di rosso rovesciato. Ho imparato dimensioni di me stessa che diversamente non avrei mai scoperto. Partecipi a tutto più profondamente, con coscienza e presenza. Sei lì, in quel momento e da nessun altra parte, in un infinito presente.

Fate il silent, ma fatelo con umiltà e impegno REALI. Fate il silent e armatevi di pazienza e costanza. Fate il silent, tornerete cambiati, cresciuti e felici. Fate il silent ora, prima che Marco aggiunga ancora qualcosa.

Paola Franzoni