Cultura

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Per secoli la nostra società si è basata, culturalmente parlando ma anche sul derivato stile di vita, su degli assunti Cartesiani. Per riassumere: in base a tali assunti l’essere umano è come se fosse costituito come tante entità separate tra loro (es. mente corpo, spirito).

Negli anni c’è chi si è preso la briga di suddividere ulteriormente queste entità come ad esempio per la mente: l’Io, l’Ego ed il Super-Ego Freudiani. Potrei continuare per pagine ma per essere d’accordo con questi eminenti signori dovremmo immaginare una folla di esseri dove ognuno se ne va per i cazzi propri. Non voglio dire che tali studi/studiosi siano stati degli inutili intellettuali anacronistici, anzi: grazie a tutti loro certamente ci conosciamo o forse meglio dire, dovremmo conoscerci un tantino di più. Ma se invece concordiamo con una visione più olistica di noi stessi potremmo vederci con un’amalgama indivisibile di tanti ingredienti che tutti insieme creano un “piatto” unico ed inimitabile (a volte fortunatamente mi verrebbe da dire, ma si sa che sono ipercritico).

In quest’ultima ipotesi non basta “l’essere d’accordo” o comprendere intellettualmente che alcune caratteristiche come la tenacia, la forza, la costanza, la determinazione (anche qui potrei riempire pagine) sono fondamentali per vivere una vita degna di esser chiamata tale, senza essere sempre in balia degli eventi e di altre persone. Per questo motivo concepisco il nostro SWT non come una pratica per diventare più tonici, muscolosi ed atletici che sono certamente dei contorni derivati, ma come una pratica per agevolare il germogliare di determinate caratteristiche. Esattamente come un vocabolario più nutrito ed un “italiano” migliore danno la possibilità non solo di comunicare meglio ma di poter essere in grado di concepire intuizioni che vanno oltre le solite banalità.

Quello che vorrei comunicare è che non siamo più nell’epoca di atleta vs intellettuale ma la cultura dovrebbe comprendere ed inglobare entrambi gli aspetti perché essi non sono separati. 

Marco Mandrino